Mordi e fuggi

La revisione, un dialogo serrato

Tra gli articoli di mediAzioni, la rivista online promossa dal Dipartimento di Interpretazione e Traduzione dell’Università di Bologna, ne segnaliamo due in particolare a proposito di revisione. Franca Cavagnoli ha rivisto una traduzione che risale addirittura al 1948, senza poter dialogare con la precedente traduttrice. Giovanna Scocchera, invece, racconta un’esperienza di revisione particolarmente collaborativa (Il progetto Kraus di Jonathan Franzen, tradotto da Silvia Pareschi per la parte inglese e da Claudio Groff per la parte tedesca).… [ Va' avanti ]

Riso nero senza passare per Pavese

Sul blog Ho un libro in testa di Chicca Gagliardo, Marina Pirulli, traduttrice di Riso nero di Sherwood Anderson (Cliquot), racconta di come abbia cercato di evitare il confronto con la storica traduzione di Cesare Pavese per Frassinelli. Ciò nonostante, è saltato fuori Anthony Chiuminatto, musicista americano… consulente di Pavese. Ma gli anni passano e quei consigli non sono sempre affidabili.… [ Va' avanti ]

In vista di Urbino

Domani comincia a Urbino la quattordicesima edizione delle Giornate della Traduzione Letteraria. Condividiamo volentieri le parole di Ilide Carmignani, organizzatrice dell’evento, e l’anteprima del discorso della nostra Susanna Basso, che riceverà il Premio Enriques per la traduzione.… [ Va' avanti ]

Al lavoro su Eccomi di Jonathan Safran Foer

Grazie a STL – Studio di traduzioni legali abbiamo letto questa bella intervista a Irene Abigail Piccinini, traduttrice di Eccomi di Jonathan Safran Foer (Guanda). Siamo felici di vedere sottolineato lo stretto legame con la redazione e il revisore. (Ma siamo sicuri che quattro mesi per tradurre un libro simile siano un tempo congruo?)… [ Va' avanti ]

«Non dobbiamo riscrivere, solo tradurre»

Grazie a Oblique Studio e a Elvira Grassi per avere intervistato Giorgio Amitrano, traduttore dal giapponese, non solo di Murakami e Yoshimoto, anche se sono gli autori più noti. Prendiamo nota di questa bella frase: «Credo che non si smetta di essere traduttori, nemmeno quando questa attività, per qualche ragione, si interrompe».… [ Va' avanti ]

Far rivivere un classico: Anna Karenina

zonghetti_kareninaDopo la pausa estiva, eccoci di nuovo a parlare di un altro dei molti classici che ritornano in libreria con una nuova traduzione. Claudia Zonghetti ha ritradotto Anna Karenina per Einaudi ed è stata intervistata più volte a questo proposito. Segnaliamo l’intervista di Federica Manzon su «Il Piccolo» di Trieste, in cui interviene anche Enrico Ganni, curatore della collana di Einaudi «Le grandi traduzioni».… [ Va' avanti ]

La (ir)resistibile ascesa degli anglismi

eng_itSu Internazionale, trovate un lungo articolo di Tullio De Mauro che fa il punto della situazione a proposito di uno dei temi su cui ci si lamenta di più: l’ampia diffusione in italiano di termini inglesi in molti campi semantici. È interessante notare come un’altra lingua romanza, lo spagnolo, abbia adattato o tradotto più termini rispetto all’italiano.… [ Va' avanti ]

Come giudicare una traduzione senza conoscere la lingua d’origine

bandiera_corea_sud«How can I judge a translation if I don’t know the original language?» si chiede Tim Parks a proposito di The Vegetarian, il libro della sudcoreana Han Kang vincitore del Man Booker International Prize (tradotto in inglese dalla giovanissima Deborah Smith). Senza conoscere il coreano ma guardando più da vicino il testo, qualche passaggio che ci può dare indicazioni sulla qualità della traduzione lo si trova.… [ Va' avanti ]

Le royalties, queste sconosciute

La grande maggioranza dei traduttori italiani non percepisce una percentuale sulle vendite del libro tradotto, nonostante sia una pratica decisamente più diffusa in Europa. Su doppioverso potete leggere un’indagine empirica a questo proposito. Sì, le royalties sono merce rara, ma come rispondono gli editori quando il traduttore si arma di coraggio e le richiede?… [ Va' avanti ]

Due traduzioni non possono essere rivali

Sulla Domenica de Il Sole 24 ore, Quirino Principe, parlando della nuova traduzione del Doktor Faustus di Thomas Mann a cura di Luca Crescenzi (Meridiani Mondadori), dice una cosa importante. È inutile dividersi in fazioni pro o contro la vecchia traduzione di Ervino Pocar. “Due traduzioni che abbiano infuso, in epoche diverse, energia e nobiltà, non possono essere rivali, ed è ridicolo pensarlo.”… [ Va' avanti ]