Categoria: Mordi e fuggi

Gli stivali di Stalin, di Claudia Tatasciore

Oggi, 23 ottobre, cade l’anniversario della rivoluzione ungherese del 1956. Ospitiamo eccezionalmente una Quinta di copertina con contributi fotografici.

Gli stivali di Stalin
di Claudia Tatasciore, autrice di Noémi Szécsi, Il Montecristo comunista, Sesto San Giovanni, Mimesis Edizioni, 2017 (da Noémi Szécsi, Kommunista Monte Cristo, Budapest, Europa Kiadó, 2014; prima edizione: Budapest, Tericum Kiadó, 2006).… [ Va' avanti ]

Un nuovo W

wDopo un lungo e tormentato percorso editoriale, è approdata in libreria una nuova versione di W o il ricordo d’infanzia di Georges Perec (trad. di Maurizia Balmelli, Einaudi). Su “Alias” di il manifesto, poi ripreso da Le parole e le cose, Pierluigi Pellini rimette in discussione la stessa opera originale riletta a distanza di tempo.… [ Va' avanti ]

Un libro fatto di una sola frase

«Vorrei proporti la traduzione di un libro fatto di una sola frase»: come tirarsi indietro, sentendosi presentare un’opera in questi termini? Così ha reagito Luca Fusari prima di accettare di tradurre Ossa di sole di Mike McCormack (il Saggiatore). Qui racconta com’è andata.… [ Va' avanti ]

Di stelle e apribottiglie

Sul “Magazine” di minimum fax, Roberto Serrai racconta alcune delle numerose suggestioni che lo hanno guidato nel rendere in italiano Country Dark di Chris Offutt. Si parla di stelle, di filosofia… ma anche di come aprire bottiglie e lattine.… [ Va' avanti ]

Chiedere aiuto (ai colleghi o all’autore)

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Su Il Bo, il magazine dell’Università di Padova, due diversi modi di chiedere aiuto: quello di Monica Pareschi ai colleghi (direttamente via Facebook), su stoffe e macelleria, e quello di Susanna Basso agli autori (non direttamente, ma attraverso la redazione della casa editrice).… [ Va' avanti ]

Una lingua troppo chic

chicSiamo perplessi dopo aver letto l’intervento di Tiziano Scarpa su Il primo amore, che se la prende con le redazioni che nobilitano il lessico e rifuggono dalla volgarità. Non ci sembra che la lingua letteraria italiana soffra di eccessivo perbenismo. Semmai il contrario, è il registro alto a soffrire…
(Controprova che ci è capitata sotto gli occhi: la parola con la s citata da Scarpa è tranquillamente impiegata da Bruno Arpaia nella traduzione di Anni lenti di Fernando Aramburu per Guanda, un libro che non indulge certo al turpiloquio.)… [ Va' avanti ]

Guardare Ishiguro come Polonio

Chi non ha potuto ascoltare Susanna Basso all’AutoreInvisibile durante l’ultimo Salone del Libro di Torino, ritrova il suo intervento su Biancamano 2, il blog della narrativa straniera di Einaudi. Cosa unisce Polonio ai libri di Kazuo Ishiguro? E cosa vuol dire che lo stile di Ishiguro «esige un traduttore leggero»?… [ Va' avanti ]

L’inglese nell’italiano

ombra2-300x194Su Treccani.it, Michele Cortelazzo, Stefano Ondelli, Francesca Rosati e Gabriele Valle fanno il punto sull’influenza dei prestiti dall’inglese nell’italiano di oggi. Intromissione dilagante oppure arricchimento che va governato?… [ Va' avanti ]