Mordi e fuggi

Come cambiano i titoli

Quasi sempre i traduttori non scelgono il titolo italiano dell’opera su cui hanno lavorato. Può capitare, però, che vengano consultati dall’editore. Dal blog Perle e cicatrici di Raul Schenardi, ripeschiamo un articolo che propone alcuni esempi di titoli “infedeli” tradotti dallo spagnolo (ma è sempre indispensabile l’aderenza all’originale?).… [ Va' avanti ]

Claudia Zonghetti e il traduttore non trasparente

roma_giornatetradSu Domenica del Sole 24 Ore, un estratto in anteprima del discorso che Claudia Zonghetti terrà sabato 30 settembre alle Giornate della Traduzione Letteraria, in occasione del conferimento del Premio Enriques.
«Chi traduce non è per nulla trasparente. […] Chi traduce osserva, ascolta, studia una scrittura che non gli appartiene, la lascia passare attraverso le proprie competenze e il proprio talento di esploratore di compromessi e la restituisce, poi, a chi legge.»… [ Va' avanti ]

Il visibile e l’invisibile: Isabella Zani e Il collezionista di conchiglie

Su Cattedrale, Rossella Milone ha intervistato Isabella Zani a proposito della sua traduzione, in coppia con Daniele A. Gewurz, degli otto racconti che compongono “Il collezionista di conchiglie” di Anthony Doerr (Rizzoli).
«Il visibile e l’invisibile si ricavano insieme tramite l’atto stesso del tradurre, che è (quasi) simultaneamente lettura e comprensione dell’originale».… [ Va' avanti ]

Incontri con l’autore vs incontri con il traduttore: chi parla di letteratura?

Illustrazione di Daniela Bracco

La riflessione di Francesco Pacifico su IL – Idee e Lifestyle del Sole 24 ORE ci riguarda da vicino. Gli incontri sulla traduzione parlano concretamente di letteratura, mentre gli incontri con gli autori si limitano a semplici opinioni sul mondo? I complimenti fanno piacere, ma non siamo del tutto d’accordo: basta un intervistatore che rivolga all’autore domande vere.… [ Va' avanti ]

Lavorare con l’autore: Ada Vigliani e Jenny Erpenbeck

Tra gli incontri dell’Autoreinvisibile al Salone del Libro di Torino 2017, si è tenuto un ciclo dal titolo “Lo scrittore e il suo doppio”. Grazie ad Alfabeta2, trovate un breve intervento di Ada Vigliani, che è stata ospite del Collegio Europeo dei Traduttori a Straelen (Germania) dove ha incontrato Jenny Erpenbeck, autrice di Voci del verbo andare (Sellerio), e i colleghi che hanno tradotto lo stesso testo dal tedesco verso altre lingue.… [ Va' avanti ]

Ciò che è più facile da tradurre

10200866631131626La circolazione delle opere è molto maggiore di ieri, ma spesso si predilige ciò che è più facile da tradurre. «Perché ciò che si diffonde è soprattutto ciò che è vendibile, ciò che garantisce un riscontro immediatamente economico, ciò che va meglio incontro non alle aspettative più profonde ma alle curiosità più facili.» Ci allontaniamo per una volta dal singolo testo grazie a questo articolo di Edoardo Esposito tratto da L’Indice dei Libri del Mese.… [ Va' avanti ]

L’autotraduzione e i suoi pericoli

Una brutta gatta da pelare, l’autotraduzione. Su Rivista Studio, Francesco Pacifico racconta di averne fatto le spese collaborando con il traduttore americano del suo ultimo romanzo, Class (Mondadori). Risultato? Ci si accorge di tante cose che non tornano neanche nell’originale…… [ Va' avanti ]

I libri invisibili (e chi li traduce)

invisibileIn questa intervista apparsa su ZEST, Vincenzo Barca, che si occupa di letterature dell’America latina, si definisce «traduttore di libri invisibili», opere che ricevono pochissima attenzione a causa dei problemi della piccola editoria e che vanno in mano ai librai per un tempo troppo breve.… [ Va' avanti ]

Il giusto compenso (in royalties?)

10200766129419146Sulla «New York Review of Books» Tim Parks affronta l’eterna questione dell’equo compenso per i traduttori. Sono coautori da pagare in royalties? Il sistema delle royalties finisce per premiare solo chi lavora sui bestseller e non chi affronta casi ben più spinosi, come la poesia? E ancora, la creatività di un traduttore è equiparabile a quella dell’autore?… [ Va' avanti ]